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Myanmar

«Odio tantissimo le guerre. Non voglio che ci siano conflitti non solo in Myanmar, ma in tutto il mondo. Il mondo non può stare in pace se c’è guerra. Gli studenti non possono andare a scuola e sono costretti a sposarsi molto giovani. Alcuni sono morti. Abbiamo perso tutti i nostri sogni e gli obiettivi della nostra vita. I militari hanno distrutto il sistema educativo, le case e le famiglie. Voglio che la dittatura fallisca il più presto possibile.

 

Sono disgustata dalla giunta militare e dai suoi seguaci. Comprano le armi e uccidono le persone invece di proteggerle. Non hanno cervello. Anche quelli che vendono le armi non hanno cervello. Voglio che la guerra finisca e che ci sia di nuovo la pace. Voglio indietro i bei giorni di un tempo»
(Tida Aung, 18 anni, Myanmar).

Il Myanmar (un tempo Birmania) è un Paese del Sud-est asiatico.

Capitale: Naypyidaw

Abitanti: 54 milioni

1948: la Birmania ottiene l’indipendenza dal Regno Unito, di cui era una colonia.

1962: un colpo di stato militare mette fine alla democrazia.

1989: la giunta militare che governa il Paese impone di cambiarne il nome: la Birmania diventa Myanmar, per distanziarsi dal passato coloniale britannico.

2010: il Myanmar tiene le prime elezioni parlamentari dopo venti anni, segnando un passo verso un governo parzialmente democratico: ma le elezioni sono state considerate una mossa strategica per mantenere il potere da parte dei militari e di conseguenza sono state contestate.

2015: il partito di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace, vince le elezioni.

1° febbraio 2021: in seguito a un colpo di stato militare, scoppia la guerra civile.

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