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GRAZIE!

La nostra gratitudine a tutti coloro che ci hanno accompagnato sin qui

di Arnoldo Mosca Mondadori, Anna Pozzi e Cristina Castelli

Dobbiamo molti, sinceri e per nulla formali ringraziamenti a tante persone. A cominciare innanzitutto proprio da loro, dai bambini e dalle bambine, dai ragazzi e dalle ragazze, che hanno condiviso con noi i loro pensieri e le loro emozioni, mostrando di avere risorse che, a volte, per noi erano inimmaginabili. Per alcuni di loro non abbiamo potuto usare il vero nome o dare riferimenti specifici dei luoghi in cui si trovano, perché purtroppo vivono ancora in situazioni di pericolo.

E poi, in ordine sparso, sperando di non dimenticare nessuno − perché davvero questo libro è frutto del contributo di moltissimi − ringraziamo il Bureau International Catholique de l’Enfance per i contatti con i partner in Ucraina (Women’s Consortium of Ukraine) e in Repubblica Democratica del Congo (Coeur Sans Frontieres − Fraternite Mariste e Men and Women Together, Goma, Nord Kivu).

In Repubblica Democratica del Congo, e specialmente nelle sue regioni orientali, un grazie di cuore va ai salesiani di Goma che, proprio nei mesi in cui la loro regione e la loro città venivano occupate, hanno continuato a fare un lavoro straordinario con bambini, ragazzi e giovani in condizioni di grande sofferenza e vulnerabilità e lo hanno condiviso in parte con noi. Grazie in particolare al loro responsabile, padre Gauthier Tshibangu, e a padre Aimé Lulinda. Dal Sud Kivu, invece, ci hanno mandato toccanti testimonianze e disegni il direttore della Commissione Giustizia e Pace di Bukavu, padre Justin Nkunzi, e le suore Dorotee di Cemmo che sono presenti a Bukavu e Uvira, in particolare Pierelia, Solange e Giuliana.

Per l’Ucraina, un grazie sentito all’associazione VITAWORLD e alla sua presidente Natalia Siassina, e anche a Helena, Olha, Valentina, Tatiana, Alina, alle artiste di Charkiv e alle tante donne e mamme coraggiose e forti che abbiamo sentito o incontrato in questi mesi, oltre che a padre Luca Bovio, direttore delle Pontificie Opere Missionarie in Ucraina, suor Monika Boryca di Lublin (Polonia) e Lucia Braschi della Comunità Casa del Giovane di Pavia.

In Sud Sudan, un ringraziamento speciale al vescovo di Bentiu, monsignor Christian Carlassare, per l’accoglienza e per aver favorito l’incontro con moltissime persone, e ai missionari cappuccini polacchi, Robert, Artur e Augustyn, che vivono loro stessi nel campo sfollati di Rubkona, oltre che all’insegnante Stephen Gatluak, che ha reso possibili gli scambi e i laboratori con bambini e ragazzi sfollati e profughi.

 

Per il Myanmar, siamo molto riconoscenti all’ONG New Humanity International e attraverso di essa a tutte le persone che hanno raccolto lettere e disegni, e che ancora oggi non possiamo citare esplicitamente per ragioni di sicurezza. Grazie anche alle Suore della Riparazione e specialmente a madre Valentina Pozzi, superiora generale, e a madre Margareth, che ha condiviso con noi le testimonianze dolorosissime che, con grandi difficolta, riceve dalla sua famiglia e dal suo popolo oppresso dalla guerra.

Nella Striscia di Gaza, infine, vogliamo esprimere una gratitudine davvero immensa a padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza City, che e stata bombardata proprio mentre lavoravamo a questo libro, provocando la morte di tre persone e il ferimento di altre, compreso lo stesso padre Gabriel. Non ci sono parole adeguate per manifestare la nostra vicinanza e per unirci al dolore suo, della sua comunità e di tutta la popolazione della Striscia.

Solo un altro grazie anche alle tante persone − come il fotografo Bruno Zanzottera, che ci ha messo a disposizione un’immagine, e soprattutto ha condiviso molti viaggi e incontri in queste terre − e ad associazioni come Colors for Peace di Sant’Anna di Stazzema che, pure qui in Italia, hanno facilitato incontri, interviste e la raccolta di disegni.

Vorremmo esprimere a tutti loro, in tutti questi paesi, la nostra sincera riconoscenza innanzitutto per il coraggio e per la testimonianza che esprimono ogni giorno, vivendo loro stessi in situazioni di conflitto e di crisi umanitaria e cercando di alleviare le sofferenze della gente e in particolare dei più piccoli.

Infine, un ringraziamento anche all’Associazione Francesco Realmonte ETS che, in collaborazione con RiRes − Unita di Ricerca sulla Resilienza del Dipartimento di psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - realizza da anni laboratori creativo-espressivi in zone di guerra, in contatto diretto con i bambini, cogliendone pensieri ed emozioni spesso difficili da esprimere verbalmente.

L’auspicio e che gli interventi effettuati, anche in vista di questo libro, abbiano aiutato innanzitutto i bambini a sentirsi vivi e autentici, e abbiamo favorito la creazione di relazioni, affetti e legami sinceri. Speriamo che questi legami si possano ora estendere virtualmente anche a tutti coloro che hanno avuto in mano questo testo. E che condividono lo stesso sogno di un mondo in pace.

Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi 

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