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Siria

Soumaya Hallak: dare speranza con l’arteterapia

Cantante lirica di origini siriane, ha creato ad Aleppo un centro culturale che, attraverso l’arte

e la musica, aiuta i bambini a rielaborare le sofferenze e a tornare a sognare

di Anna Pozzi

Madre svizzera, padre siriano, bisnonno italiano, Soumaya Hallak è nata a Ginevra, ha studiato a Venezia e ora vive tra il Belgio e la Siria, in particolare ad Aleppo, dove ha trovato una sintesi delle sue passioni, dei suoi talenti e delle sue competenze. Soumaya Hallak, infatti, è una straordinaria cantante lirica, ma è anche un’attivista e un’operatrice umanitaria. Durante la guerra che ha devastato la Siria dal 2011 sino alla caduta di Bashar el Assad l’8 dicembre 2025, ha continuato non solo a portare aiuti, ma anche a garantire una presenza che fosse di sostegno fisico e psicologico in particolare ai bambini delle periferie più povere e devastate di Aleppo. È qui che, in un contesto ancora oggi segnato da tensioni e violenza - lo scorso gennaio sono scoppiati violenti scontri fra le truppe governative e quelle curde con oltre 65 mila persone sfollate - Soumaya ha deciso di creare un’associazione e un un centro culturale chiamati: “1,2,3 Hope, Love, Life for Peace”.


«Nel 2017, quando la situazione sembrava più tranquilla - ci racconta - sono tornata in Siria, prima a Damasco e poi ad Aleppo, dove ho cominciato a lavorare con alcune associazioni». Il suo impegno straordinario viene riconosciuto anche dal senato del Belgio, che nel 2018 le attribuisce il premio “Donna di pace” per il suo lavoro attraverso l'arteterapia. Un lavoro a sostegno delle vittime della guerra, ma anche di tante persone che hanno perso tutto a causa del terribile terremoto del febbraio 2023, che ha aggiunto devastazione a devastazione.

Ancora oggi, nonostante il cambiamento politico avvenuto nel dicembre 2025, il Paese vive una situazione di grave crisi economica, precarietà e instabilità. Ed è tra le prime nazioni al mondo per numero di profughi e sfollati. Secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, sono quasi 13 milioni i siriani che si trovano ancora all’estero o che vivono lontani dalle proprie case dentro il Paese, dove si percepisce ancora tanta sofferenza, ma anche molta voglia di rialzarsi.


Grazie all’aiuto di donatori e soprattutto di siriani della diaspora, Soumaya è riuscita per un anno a pagare l’affitto di 125 abitazioni e a garantire la fornitura di beni alimentari e di prima necessità. E nel frattempo ha portato avanti, oltre alla sua carriera di cantante lirica tra la Siria e l’Europa, il suo impegno nel campo dell’arteterapia: «Mi sono resa conto - dice - che l’arte e la musica aiutano le persone, e in particolare i bambini e le donne traumatizzati dalla guerra, a esprimersi, a ritrovare energie positive, a guardare in modo diverso la vita, e anche a rielaborare lutti e sofferenze.

E, specialmente per i bambini, a tornare a sognare».


Soumaya Hallak e i bambini che frequentano il suo centro culturale di Aleppo hanno realizzato un laboratorio creativo e ci hanno mandato questi disegni. Grazie!

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