top of page

UCRAINA - ITALIA

Quando i droni diventano colombe

L’arte come scudo, la fiaba come cura. Dall’inizio della guerra in Ucraina, l’associazione Vita World Italia e la “sorella” VitaUkr realizzano workshop artistici, in presenza e online, che hanno coinvolto circa 30 mila bambini ed educatori: «Dalla realtà alla resilienza attraverso l’arte», dice la presidente Natalia Siassina

di Anna Pozzi

«Quando è scoppiata la guerra eravamo tutti talmente sotto shock che non sapevamo bene cosa fare. Quasi non si riusciva a pensare. Io che ero in Italia mi sono mobilitata per mandare aiuti umanitari con camion che partivano da tutto il Paese». A parlare è Natalia Siassina, dinamica fondatrice e presidente di Vita World Italia - e dell’associazione “sorella” VitaUkr - che in questi ormai quattro anni di guerra non solo di cose ne ha pensate moltissime, ma continua a organizzarne sempre di nuove. Attivista appassionata di arte, ha dato vita a una serie di workshop artistici che hanno coinvolto migliaia di bambini sia in Italia e soprattutto in Ucraina, spesso collegati online. Una sfida inedita e difficile, ma anche entusiasmante. «Il cerchio si è allargato sin da subito perché conosco molte associazioni e attivisti che lavorano con donne e bambini. E così un po’ alla volta siamo arrivati a coinvolgere circa 30 mila tra bambini, educatori e parenti».

 

Non sempre è stato facile realizzare questi workshop, anzi. «Spesso era difficile gestire il collegamento per le condizioni precarie in cui si vive in Ucraina - racconta Natalia -. Così come non è stato semplice dare attenzione a tutti in presenza e a distanza. Ma, al di là delle difficoltà, sono stati tutti momenti di grande partecipazione, dove i bambini hanno avuto la possibilità di esprimersi, di manifestare le loro emozioni e di comunicare attraverso il disegno quello che spesso non riuscivano a dire a parole».

Questo progetto, che ha coinvolto moltissime scuole, associazioni, gruppi, famiglie in varie parti dell’Ucraina, ha visto la partecipazione attiva di alcune artiste, che in questi anni sono riuscite, nonostante tutto, a realizzare moltissime iniziative con i bambini e non solo, mostrando molto concretamente come l’arte possa diventare uno straordinario strumento di resistenza, resilienza e anche attivismo. «L’arte come scudo, la fiaba come cura», ripete spesso Natalia.«Lo scorso anno - ricorda - abbiamo organizzato un workshop a Kharkiv con un’artista bravissima e molto sensibile, Olha Nikitenko, del collettivo ArtBat, il “Battaglinone artistico”. Ma proprio mentre si svolgeva, c’è stato un attacco particolarmente violento. E così sul momento Olha si è inventata un format nuovo e unico: con i bambini hanno trasformato i droni portatori di morte in colombe di pace e o in uccelli tropicali particolarmente colorati e allegri. Un messaggio positivo e condiviso che ha aiutato tutti a vivere e rielaborare la paura che accompagna costantemente la gente e in particolare i più piccoli» (vedi disegni di questa pagina).

«A un certo punto - continua Natalia - avevamo raccolto più di 7.500 disegni di bambini ucraini, sia di chi era rimasto nel Paese ma anche di chi era fuggito qui in Italia. Abbiamo lavorato con un gruppo di rifugiati di Milano, ad esempio, che aveva espresso il desiderio di un fare qualcosa li motivasse ad andare avanti e ad affrontare nuove sfide. Iniziavano a comprendere che la vita che avevano prima ormai non c’era più. Abbiamo fatto varie mostre in diverse località italiane, creando così anche ponti di conoscenza e solidarietà».

In queste settimane di inizio 2026, segnate da un’ondata di freddo glaciale che però non ha fermato i bombardamenti, è diventato ancora più difficile realizzare questi workshop. «Con il blackout elettrico, il freddo e le scuole chiuse, i collegamenti a distanza sono quasi impossibili da realizzare. Ma cerchiamo di far sentire loro almeno la nostra vicinanza e il calore della nostra amicizia, anche solo per ricordare loro che il mondo non li ha dimenticati».  

«In questo cammino segnato dalla guerra e da tante sofferenze - conclude Natalie - moltissime persone sono diventate amiche. Persone con cui si costruisce qualcosa che va oltre un progetto: si costruisce la propria esistenza. Si crea, si fatica, si combatte. E si trova anche il tempo per respirare e sorridere. Guardiamo al 2026 con motivazione e determinazione. Ci aspettiamo un anno colmo di creatività, ma soprattutto un anno di liberazione. È il più grande augurio che possiamo fare non solo all’Ucraina, ma a tutto il mondo: liberarsi da oppressori, da aggressori e da ogni forma di disumanità. Abbiamo il diritto, il dovere, la responsabilità di costruire un mondo migliore».

Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi 

Contattaci

© 2026 by Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi. Powered and secured by Wix 

 

bottom of page